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Postato alle 09:10 di giovedì, 03 aprile 2008

FONTE: Pupia.tv

di Antonio Arduino del 2/04/2008

NAPOLI. Secondo i dati ufficiali della procura sammaritana più di 2500 siti della Regione Campania sono stati trasformati in discarica, legalmente o illegalmente. Discariche in cui, come dimostrato dalla magistratura, si sversa di tutto: dai rifiuti solidi urbani ai rifiuti speciali provenienti da industrie e ospedali, ad ogni tipo di sostanze tossiche, provenienti anche da fuori regione. In questo quadro di inquinamento ambientale ha senso parlare di allarme diossina nell’uomo? E se ha senso, quali sono i limiti di diossina che l’organismo umano più sopportare? E dopo averli superati che cosa succede? E per non superarli come e dove si può controllare il contenuto di diossina nel sangue? Quanto costa farlo e a chi tocca pagare? Al cittadino o allo Stato che, stando all’articolo 32 della Costituzione della Repubblica, dovrebbe “tutelare la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e garantire cure gratuite agli indigenti”? Infine, in caso di livelli alti cosa fare per diminuirli? Per la glicemia alta si usa l’insulina per la diossina che cura c’è? Abbiamo posto le domande al tossicologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli “Pascale”, Antonio Marfella, noto al pubblico televisivo per aver partecipato a Porta a Porta ed a Report. Le risposte nel video.

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Categorie del post: politica, ambiente, economia, campania, rifiuti, emergenza rifiuti, norme europee Grazie per i vostri commenticommenti