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Postato alle 14:10 di martedì, 17 giugno 2008

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Categorie del post: politica, economia, rifiuti Grazie per i vostri commenticommenti

Postato alle 12:21 di sabato, 31 maggio 2008
Video-Intervista al dott. Marfella
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Categorie del post: ambiente, campania, rifiuti, inceneritore, emergenza rifiuti Grazie per i vostri commenticommenti

Postato alle 09:10 di giovedì, 03 aprile 2008

FONTE: Pupia.tv

di Antonio Arduino del 2/04/2008

NAPOLI. Secondo i dati ufficiali della procura sammaritana più di 2500 siti della Regione Campania sono stati trasformati in discarica, legalmente o illegalmente. Discariche in cui, come dimostrato dalla magistratura, si sversa di tutto: dai rifiuti solidi urbani ai rifiuti speciali provenienti da industrie e ospedali, ad ogni tipo di sostanze tossiche, provenienti anche da fuori regione. In questo quadro di inquinamento ambientale ha senso parlare di allarme diossina nell’uomo? E se ha senso, quali sono i limiti di diossina che l’organismo umano più sopportare? E dopo averli superati che cosa succede? E per non superarli come e dove si può controllare il contenuto di diossina nel sangue? Quanto costa farlo e a chi tocca pagare? Al cittadino o allo Stato che, stando all’articolo 32 della Costituzione della Repubblica, dovrebbe “tutelare la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e garantire cure gratuite agli indigenti”? Infine, in caso di livelli alti cosa fare per diminuirli? Per la glicemia alta si usa l’insulina per la diossina che cura c’è? Abbiamo posto le domande al tossicologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli “Pascale”, Antonio Marfella, noto al pubblico televisivo per aver partecipato a Porta a Porta ed a Report. Le risposte nel video.

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Categorie del post: politica, ambiente, economia, campania, rifiuti, emergenza rifiuti, norme europee Grazie per i vostri commenticommenti

Postato alle 19:05 di sabato, 08 marzo 2008

TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo. (Vittorio Alfieri, della Tirrannide)

FONTE: il blog di Beppe Grillo

Nerone Prodi ha deciso che SETTEMILIONI DI TONNELLATE di “ecoballe” devono essere bruciate nel termodistruttore di Acerra. Nessuno sa con certezza cosa c’è nelle “ecoballe”. Sono state sigillate senza verificare il contenuto. Possono contenere qualunque cosa. Rifiuti tossici, medicinali scaduti, scorie radioattive. Bruciarle vuol dire accelerare la condanna a morte delle persone che vivono nel territorio di Acerra e in quelli vicini. Infatti, la zona è già chiamata “Triangolo della morte” per la diffusione dei tumori. Morto in più, morto in meno che differenza fa? E’ un calcolo politico e anche economico. Se i campani non si lamentano muoiono e se muoiono non si lamentano più. Si scrive Nerone Prodi si legge Impregilo. Le donne di Giugliano si danno fuoco per disperazione e il vicerè Bassolino è ancora lì.
Pubblico una lettera di Alex Zanotelli.

ecoballe.jpg



La termodistruzione dei diritti fondamentali.
”E´ con orrore che apprendiamo della decisione del Presidente del Consiglio Romano Prodi sulle ecoballe della Campania: almeno 7 milioni di tonnellate (che di eco non hanno nulla, ma sono solo rifiuti tal quali), accatastate in buona parte a Giugliano. Si tratta dell´ordinanza n. 3657 del 20 febbraio 2008: “Disposizioni urgenti per fronteggiare l´emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania”. La disposizione che lascia più stupefatti è quella contenuta nell´art.4 : “Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato di emergenza, in particolare per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell´impianto di termodistruzione di Acerra è autorizzato il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai codici Cer 191212 ,190501 e 190503 (rispettivamente le ecoballe campane, la frazione organica non stabilizzata, ossia l’ex fos, e il compost fuori specifica) presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione. Ciò vuol dire che le ecoballe di rifiuti prodotti dai Cdr campani , che non rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa, potranno essere bruciate nell’inceneritore di Acerra.(Una realtà, questa di Acerra, che per la prima volta il governo chiama TERMODISTRUZIONE!)
Questa decisione , che è contraria al diritto comunitario e alla giurisprudenza ordinaria e contabile, è di una gravità estrema.
Come mai, a governo scaduto, Prodi emana questa nefasta ordinanza a breve distanza da un´altra altrettanto grave che reintroduceva, in barba alle decisioni del Parlamento, il CIP/6 per i tre nuovi inceneritori della Campania?
E’ evidente che alla base di tale provvedimento vi siano logiche finanziarie e contrattuali, perché consentirà agli aspiranti gestori dell´impianto di Acerra di tenere in piedi la tariffa, rendendo più appetibile la partecipazione alla gara. Dal punto di vista finanziario, l´impianto di Acerra si sosterrà, oltre che con i contributi CIP/6, con i rifiuti semplicemente triturati, compattati, selezionati, piuttosto che con Cdr di qualità o con Cdr semplici. L’obiettivo sarà quello di non fare andare deserta la gara, triturando così i diritti dei cittadini, andando a minare il bene sacro dell’umanità: la vita stessa.
Questa ordinanza che permetterebbe all’inceneritore di Acerra di bruciare rifiuti tal quali in un territorio, che è già chiamato il Triangolo della morte, è un crimine contro l’umanità perché comprometterebbe la salute dei cittadini, già gravemente minata. A questa logica del profitto noi diciamo no, perché antepone gli interessi di POCHI alla salute di tutti.
Chiediamo che questa ordinanza venga immediatamente ritirata. Siamo pronti ad impugnarla davanti alle corti europee e nazionali.
In questo momento di campagna elettorale, chiediamo a tutti i candidati premier di esprimersi su questa ordinanza di vitale importanza. E´ questione di vita o di morte per tutti.” Alex Zanotelli, Gerardo Marotta, Alberto Lucarelli, Guido Donadone, Raffaele Raimondi, Ugo Mattei

 Ordinanza n. 3657, dal sito della Gazzetta Ufficiale.

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 febbraio 2008 -
Disposizioni  urgenti  per fronteggiare l’emergenza nel settore dello
smaltimento  dei  rifiuti  nella regione Campania e per consentire il
passaggio alla gestione ordinaria. (Ordinanza n. 3657).

              IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  Visto l'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
  Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  Visto  il  decreto-legge  7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
  Visto  il  decreto-legge  17 febbraio  2005, n. 14, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53;
  Visto  l'art.  1,  comma 6,  del decreto-legge 30 novembre 2005, n.
245,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n.
21;
  Visto  il  decreto-legge  9 ottobre  2006,  n. 263, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290;
  Vista  la  legge  5 luglio  2007,  n.  87,  con  la  quale e' stato
convertito,  con  modificazioni,  il decreto-legge 11 maggio 2007, n.
61,  recante  interventi  straordinari  per  superare l'emergenza nel
settore  dello  smaltimento  dei rifiuti nella regione Campania e per
garantire  l'esercizio  dei  propri  poteri  agli enti ordinariamente
competenti;
  Considerato  che  occorre  procedere alla ricognizione dei debiti e
dei  crediti  maturati  fino  al 31 dicembre 2007 dalla struttura del
commissario  delegato  ed  assicurare  nel contempo la gestione della
struttura commissariale e dei rapporti giuridici ad essa imputati;
  Vista  l'ordinanza  del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6
luglio  2007,  n.  3601,  recante  ulteriori disposizioni urgenti per
fronteggiare  l'emergenza  nel  settore dello smaltimento dei rifiuti
nella regione Campania;
  Visto,  da  ultimo,  il  decreto  del  Presidente del Consiglio dei
Ministri del 28 dicembre 2007, con il quale lo stato di emergenza nel
settore dello smaltimento dei rifiuti della regione Campania e' stato
prorogato al 30 novembre 2008;
  Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3637
del 31 dicembre 2007 e quelle ivi richiamate;
  Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653
in  data  30 gennaio 2008, con cui il prefetto dott. Goffredo Sottile
e'  stato  nominato  commissario  delegato  per la liquidazione della
gestione  commissariale  e per la gestione e conseguente liquidazione
dei  rapporti  giuridici  in  corso  fino alla cessazione dello stato
d'emergenza;
  Considerata  la particolare urgenza di assumere iniziative volte al
completamento dell'impianto di termodistruzione nel comune di Acerra,
per il completamento del sistema dello smaltimento dei rifiuti urbani
nel   territorio   della   provincia  di  Napoli,  indispensabile  al
superamento della situazione emergenziale in atto;
  Visti  gli esiti della riunione tenutasi il 12 febbraio 2008 presso
la  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri - Segretariato generale a
cui  ha  partecipato,  tra  l'altro,  il  commissario delegato di cui
all'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008;
  Vista  la  nota  del  commissario  delegato di cui all'ordinanza di
protezione civile n. 3653/2008 pervenuta in data 14 febbraio 2008;

                              Dispone:
                               Art. 1.
  1.   Per  l'espletamento  delle  iniziative  previste  dall'art.  1
dell'ordinanza  del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 del
30 gennaio 2008 il commissario delegato ivi richiamato e' autorizzato
ad  avvalersi  di  un  soggetto  attuatore  che  opera....  
  2.  Al  commissario delegato, in relazione ai compiti conferiti, e'
riconosciuto  un  compenso  pari  al trattamento economico mensile in
godimento  al  netto dei contributi previdenziali ...
  3.  Ai  commi 1,  4, 5 e 6 dell'art. 1 dell'ordinanza di protezione
civile  n.  3653 del 2008 le parole «11 gennaio 2008» sono sostituite
dalle parole «31 dicembre 2007».
  4.  Tenuto  conto  della  complessita'  delle attivita' da porre in
essere  ai sensi dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008
il  commissario delegato e' autorizzato ad avvalersi di un consulente
di elevata e comprovata professionalita' ed in possesso di specifiche
competenze  economiche-finanziarie,  a cui e' corrisposto...
  5.  La  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri puo' destinare alla
struttura  emergenziale  personale  comandato  in  servizio  presso i
propri  uffici  senza  mutare  la  natura  del  comando  e  il titolo
giuridico abilitante.
  6.  Per  le  esigenze  connesse all'emergenza rifiuti nella regione
Campania  il Ministero dell'interno e' autorizzato a disporre l'invio
in  missione,  con oneri a proprio carico, di una unita'...
                               Art. 2.
  1.  Ai  fini  della riscossione dei crediti vantati dal commissario
delegato per l'emergenza rifiuti nella regione Campania nei confronti
dei  comuni  della  stessa  regione  per  i  costi di smaltimento dei
rifiuti,   il   Ministero  dell'interno,  sulla  base...
  2.  Il Ministero dell'interno provvede al versamento delle somme di
cui  al comma 1 direttamente sulla contabilita' speciale intestata al
commissario  delegato  di  cui  all'ordinanza di protezione civile n.
3653 del 2008.
  3.  L'ordinanza  del  Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3584
del 20 aprile 2007 e' abrogata.
                               Art. 3.
  1.  Per  accelerare il rientro in un contesto di ordinarieta' della
situazione  d'emergenza  inerente  allo smaltimento dei rifiuti nella
regione  Campania  e  per  contenere  le spese del personale comunque
impiegato  per  le  predette  finalita',  sono  soppressi...
  2.  Il  commissario  delegato  di cui all'art. 1 dell'ordinanza del
Presidente  del  Consiglio  dei Ministri n. 3653 del 30 gennaio 2008,
provvede  al completamento degli...
  3. Entro sette giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza,
il   prefetto   di   Napoli  provvede  al  passaggio  delle  consegne
trasmettendo   tutta  la  pertinente...
                               Art. 4.
  1.  Per  accelerare le iniziative finalizzate al supe-ramento dello
stato  d'emergenza,  in  particolare,  per  consentire  la  messa  in
esercizio  in tempi rapidi dell'impianto di termodistruzione sito nel
comune  di  Acerra, e' autorizzato il trattamento e lo smaltimento di
rifiuti contraddistinti dai codici CER 191212, 190501 e 190503 presso
detto  impianto,  assicurando  comunque il rispetto dei livelli delle
emissioni    inquinanti    gia'    fissati   nel   provvedimento   di
autorizzazione.
  La  presente  ordinanza  sara'  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
    Roma, 20 febbbraio 2008
                                                 Il Presidente: Prodi

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Postato alle 00:26 di domenica, 17 febbraio 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emergenza Rifiuti

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Categorie del post: politica, ambiente, campania, rifiuti, emergenza rifiuti Grazie per i vostri commenticommenti

Postato alle 19:33 di martedì, 01 gennaio 2008
FONTE: Arch.in.geo

Comunicato stampa

Dalle notizie di cronaca recente relativa alla questione "Smaltimento Rifiuti", si comincia a sentir parlare con sempre maggiore insistenza di Dissociatori molecolari, meglio conosciuti come Gassificatori. Infatti, sembra che adesso proprio questi rappresentino la manna caduta dal cierlo (o dal nord Europa) a discapito degli inceneritori che fino a ieri venivano indicati come l'unico rimedio possibile.

Come Campani, ma soprattutto come Casertani (Provincia che raccoglie il 50% delle ecoballe prodotte in tutta la regione), non possiamo non sentire crescere i dubbi e le perplessità nei confronti di nuove sperimentazioni che ci vedono sempre più protagonisti come vere e proprie "CAVIE UMANE" sulle quali il mondo intero può portare avanti studi e ricerche su "come evitare la morte per cause naturali", o meglio ancora "come convincere la gente a pagare a caro prezzo (TARSU) le cause principali della propria morte". Nel paese in cui viviamo, non esiste una famiglia, per quanto piccola, che non abbia un familiare morto o malato di una qualsiasi forma di cancro. E chi è stato fortunato ha evitato la sofferenza morendo d'infarto.

Per queste ragioni, non possiamo permettere a chi, con il pretesto dell'emergenza, non ha badato ad altro che agli affari, barattando non più la nostra libertà, la nostra voglia di giustizia o di semplice normalità come accadeva in passato, ma la nostra stessa vita, a continuare a sperimantare sulle nostre teste metodi "innovativi" o "tecnologicamente avanzati" senza averci prima convinto fino in fondo della loro efficacia.

Le nostre conoscenze in ambito chimico-tecnologico, non ci consentono (al momento) di capire dove siano le vere innovazioni, per questo chiediamo a quanti seguono queste pagine ed hanno una sensibilità nei confronti di questi temi, di fornirci (con commenti, link, e-mail, in qualsiasi modo) informazioni il più dettagliate possibile. Piochè è ben risaputo che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, non ci interessa tanto soffermarci sul processo di trasformazione, a noi interessa semplicemente capire in cosa si trasformano i rifiuti che vengono trattati.

In fine, oltre alle normali perplessità legate a tali trasformazioni, ciò che maggiormente ci preoccupa è la gestione di questi processi che qui da noi hanno un impatto di gran lunga più devastante di qualsiasi altra città del nord. Per cui al di fuori del normale funzionamento in piena efficienza, vorremmo capire cosa accade se:

  1. ci si dimentica di attivare o cambiare dei semplici filtri;
  2. non vengono impostate le giuste temperature;
  3. vengono tralasciati alcuni aspetti relativi alla sicurezza;
  4. vengono inseriti, per sbaglio, dei rifiuti tossici destinati ad altri processi.

Vorremmo solo ricordare, a tal proposito, che ad Orta di Atella (CE) non è bastata una vera e propria rivolta popolare per convincere qualcuno ad attivare le basilari norme in materia sanitaria presso un opificio locale, ma è stato necessario l'intervenmto dei paesi limitrofi a far attivare i campanelli d'allarme su un problema avvertito da tutti (politici compresi).

Convinceteci. Dateci risposte esaustive. Ormai la scienza ufficiale si limita sempre più a fare da spalla agli affaristi trovando in un semplice punto interrogativo (?) la scappatoia per scrollarsi di dosso responsabilità che su nessun altro possono ricadere. Quindi sta a noi trovare delle "risposte fai da te", scambiandoci conoscenze ed informazioni il più possibile chiare e dettagliate, dalle più elementari alle più estruse senza nulla scartare.

Scriveteci.

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