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Postato alle 11:59 di lunedì, 24 novembre 2008
5 grandi aree tematiche dedicate all’edilizia e tante novità non solo per gli addetti ai lavori. Gli Sportelli Utenza offrono consulenze e consigli gratuiti, con una semplice prenotazione sul sito internet.
RESTRUCTURA, da giovedì 27 al 30 novembre al Lingotto Fiere di Torino, è l'osservatorio privilegiato sulle novità legate alle esigenze energetiche e ambientali più attuali in ambito edilizio, mantenendo però un forte legame con la tradizione e l'artigianato.
Gli operatori del settore troveranno le soluzioni per affrontare i bisogni energetici, per costruire e ristrutturare rispettando l'ambiente e sfruttando al meglio le risorse naturali. Ma la manifestazione continua anche ad essere la casa dell'artigianato, della tradizione manuale, della conservazione e della tutela del patrimonio storico.
Helios - Nuove tecnologie al servizio dell'edilizia sostenibile rappresenta la grande novità di Restructura 2008: si tratta di uno spazio gestito in collaborazione con l'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, in cui si svilupperanno eventi, convegni e una mostra sui temi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, legati ai nuovi materiali dell'edilizia, all'impiantistica e alla ricerca.
Sportelli Utenza: si tratta di sportelli informativi organizzati in collaborazione con Casartigiani Torino, cui il pubblico potrà rivolgersi nelle giornate di venerdì 28 (con chiusura prolungata alle 22.00) e sabato 29, per ricevere indicazioni e consigli, a partire dai più basilari, necessari a valutare e decidere un eventuale intervento su isolamenti, serramenti, impianti ecc.
Consulenze progettuali: in collaborazione con l'Associazione Giovani Architetti di Torino, Restructura offre un'altra importante iniziativa rivolta al pubblico: l'occasione di accedere gratuitamente a consulenze per discutere e valutare le ipotesi di ristrutturazioni. 6 architetti e 6 esperti in materia di risparmio ed efficienza energetica forniranno indicazioni di carattere progettuale in caso di ristrutturazioni o modifiche interne, e in materia di risparmio ed efficienza energetica.
Per tutti gli incontri è indispensabile la prenotazione online sul sito
Premiazioni: in chiusura di manifestazione, saranno proclamati e premiati i vincitori dei concorsi correlati a Restructura e organizzati con Unione CNA Costruzioni: "Idee nuove per effetti decorativi d'interni" giunto all'11ª edizione; "Qualità e restauro: esperienze sul campo" e "Eccellenza artigiana e artigianato artistico", rispettivamente alla 10ª e 7ª edizione.
5 Aree Tematiche:
- Edilizia & Finiture - rivestimenti, serramenti, materiali da costruzione, con uno spazio su recupero, restauro e decorazione - Pad.1 e 2
- Servizi & Gestione - hardware e software per la progettazione, servizi finanziari e assicurativi - Pad.1 e 2
- Cantieri & Macchine - veicoli da cava e cantiere, veicoli commerciali - Pad.3
- Impianti & Sicurezza - impianti elettrici, building automation - - Pad.5
- Energia & Ambiente - pannelli solari, impianti fotovoltaici - Pad.5
Calendario eventi:
- 27 novembre, il convegno inaugurale "La sicurezza e i suoi linguaggi"
- 28 novembre "Il risanamento energetico degli edifici storici" con Norbert Lantschner - ideatore e promotore della filosofia CasaClima; e "CASAKYOTO in 10 mosse - Come riqualificare l'edilizia esistente", proposto da ANIT.
Costo: GRATUITO per gli operatori Professionali se muniti di biglietto invito
A pagamento per il pubblico: 9,00 € intero
Appuntamento: 27 - 30 novembre 2008
Lingotto Fiere di Torino
Orari
- 27 novembre dalle ore 10.00 alle ore 20.00
- 28 novembre dalle ore 10.00 alle ore 22.00
- 29 e 30 novembre ore 10.00 - 20.00
Maggiori informazioni | calendario dettagliato | prenotazioni:
- www.restructura.com
pubblicato in data: 24/11/2008 su www.professionearchitetto.it
Postato alle 08:36 di giovedì, 27 marzo 2008
FONTE: Il Resto del Carlino
Ora saranno gli stessi albergatori a proporre a palazzo Garampi un progetto per produrre energia con la forza del vento. Miracoli della bioedilizia che, grazie agli incentivi e ai risparmi reali che danno sulle bollette impianti come il fotovoltaico o il solare-termico, sta prendendo sempre più piede
Rimini, 26 marzo 2008 -
Il vento è decisamente cambiato. E non è solo un modo di dire. Già, chi non ricorda tutte le polemiche per i progettati (e mai realizzati) impianti di energia eolica nel Riminese… Bene: ora saranno gli stessi albergatori a proporre a palazzo Garampi un progetto, per produrre energia con la forza del vento. Miracoli della bioedilizia, che anche a Rimini, grazie agli incentivi (dallo Stato, dai Comuni), ma soprattutto ai risparmi reali che danno sulle bollette impianti come il fotovoltaico o il solare-termico, sta prendendo sempre più piede.
"I riminesi l’hanno capito - conferma l’assessore comunale alle Politiche ambientali di Rimini, Andrea Zanzini -Usare fonti di energia pulita e rinnovabile non è solo un segnale di attenzione all’ambiente: è diventato un business". L’hanno capito gli albergatori, che in questi giorni hanno stretto un importante accordo con la banca e la Fondazione Carim: 4 milioni di euro di finanziamenti (a tasso agevolato) per installare nei loro hotel, da Bellaria a Cattolica, tanto pannelli fotovoltaici quanto impianti solari-termici. Impianti che saranno ammortizzati nel giro di 10 anni: dall’11esimo produrre energia farà addirittura guadagnare soldi!
A Riccione la ‘rivoluzione’ è partita già nel 2007, con incentivi ad hoc agli hotel per installare le nuove tecnologie. Ma molti comuni non si limitano a dare contributi, ma investono pure sugli edifici pubblici, per realizzare quelli nuovi o ristrutturare quelli esistenti «come bio comanda». E’ il caso di Santarcangelo, che sta costruendo il nuovo asilo nido al parco Spina con un impianto fotovoltaico, capace di provvedere all’intero fabbisogno energetico della struttura.
Ma anche Rimini andrà a realizzare 4 impianti fotovoltaici sui tetti di altrettante scuole comunali, mentre la fiera già da un anno e mezzo utilizza il fotovoltaico per produrre parte dell’energia di cui ha bisogno per il quartiere. "Il 2008 – prevede lo stesso Zanzini – sarà probabilmente l’anno dell’esplosione di queste tecnologie. Non a caso abbiamo abbiamo già quasi esaurito i 75mila euro di incentivi messi a disposizione per chi fa ricorso al solare-termico (nel 2007 gli euro a bilancio erano 50mila), e in questi giorni alcuni albergatori ci hanno proposto la realizzazione di impianti a energia eolica".
La rivoluzione bio insomma è avviata: solo nel 2007 una settantina di abitazioni nel comune di Rimini hanno installato il solare-termico, per il 2008 saranno oltre un centinaio. Una rivoluzione, appunto, che dall’anno prossimo sarà non più lasciata alla buona volontà dei privati, ma obbligatoria. "Nell’ultima finanziaria – spiega Zanzini – è previsto che in tutte le nuove costruzioni e le ristrutturazioni debbano fare ricorso alle tecniche di bioedilizia. Ma noi faremo di più: entro il 2008, o al più tardi per l’inizio del 2009 andremo all’approvazione del nuovo regolamento edilizio, che impone per tutte le nuove costruzioni il riciclo dell’acqua piovana, l’adozione di fotovoltaico e solare-termico, e tutti gli altri accorgimenti per la bioedilizia. E andremo a snellire la burocrazia per l’installazione di questi sistemi".
Dal 2007 inoltre palazzo Garampi prevede una detrazioni Ici per chi adotta impianti di energia pulita, e un aumento di cubature per i privati e le aziende che costruiscono seguendo i criteri di bioedilizia. Incentivi che hanno permesso a una palazzina di via Abruzzo, costruita di recente, di avere 100 metri in più di superficie utile, e un risparmio (al netto dei costi per l’adozione dei vari impianti ‘bio’) di 52mila euro.
"Senza contare - aggiunge Zanzini - i grandi risparmi sulle bollette di cui potranno usufruire i residenti della palazzina". Il futuro insomma è negli edifici come bio comanda. Tanto che "perfino Ikea – rivela l’assessore – ha chiesto di poter adottare, nel nuovo stabilimento in costruzione a Rimini, un impianto geotermico per provvedere al riscaldamento della struttura". Quelli dell’Ikea lo sanno bene: il ‘bio’ è un business.
di Manuel Spadazzi
Postato alle 19:40 di giovedì, 13 marzo 2008
Nella riunione dello scorso 27 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura uno schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2006/32/CE in materia di incremento dell'efficienza energetica, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili.
La bozza, sulla quale saranno ora acquisiti i prescritti pareri (Commissioni parlamentari, Consiglio di Stato e Conferenza Stato-Regioni),
reca anche importanti disposizioni in materia di edilizia, di seguito brevemente sintetizzate.
Il provvedimento si propone di contribuire al miglioramento della sicurezza dell'approvvigionamento energetico ed alla tutela dell'ambiente, attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, ed a questo scopo stabilisce un quadro di misure volte al miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia sotto il profilo costi e benefici, definendo obiettivi , meccanismi ed incentivi necessari ad eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul mercato che ostacolano un efficiente uso finale dell'energia.
Scomputo extra-spessore muri e solai da volumi e superfici
Tra le misure di maggiore interesse per il settore dell'edilizia e delle costruzioni si segnala in particolare il comma 1 dell'art. 11, il quale prevede che negli edifici di nuova costruzione lo spessore superiore ai 30 centimetri delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, nonché il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari all'esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici, non sono considerati nei computi per la determinazioni dei volumi, delle superfici e dei rapporti di copertura, non conteggiando la parte eccedente i 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 25 cm per gli elementi verticali e di copertura e di 15 cm per quelli orizzontali intermedi.
Dunque in pratica
viene liberalizzata la possibilità di aumentare lo spessore di murature portanti (fino ad un massimo di 30+25cm) e solai (fino ad un massimo di 30+15cm) senza incidere nel calcolo di volumi e superfici, rendendo in questo modo più semplice l'applicazione di nuove tecnologie per il risparmio energetico.
Deroga normative su distanze ed altezze massime
Il comma 2 del medesimo art. 11 prevede inoltre, in caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori nelle murature e nei solai, la
possibilità di derogare alle normative nazionali, regionali o locali in materia di distanze minime tra gli edifici e dalle strade, fino ad un massimo di 20cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne e di 25cm per il maggiore spessore degli elementi di copertura.
Impianti solari termici e fotovoltaici senza DIA
Il comma 3 dell'art. 11 prevede che gli interventi di installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, ed i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla disciplina della denuncia di inizio attività. In pratica
l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici, nel rispetto delle condizioni sopra illustrate,
ricade nel regime dell'attività edilizia libera. In pratica in questi casi, qualora i medesimi edifici non ricadano in centri storici,
è sufficiente una comunicazione preventiva al Comune.
Risparmio energetico in nuovi edifici o complessi immobiliari
Il comma 4 dell'art. 11, in riferimento agli incentivi di cui al comma 351 della L. 296/2006 (finanziaria 2007 - Cfr BLT n. 1/2007), dispone che
la data ultima di inizio lavori è prorogata al 31.12.2009 e quella di fine lavori da comprendersi entro i tre anni successivi. Si ricorda che il citato comma 351 dispone l'erogazione di un contributo pari al 55% delle spese extra, ivi comprese quelle per la progettazione, sostenute per il conseguimento, nell'ambito di lavori per la realizzazione di nuovi edifici o complessi di edifici di volumetria totale superiore a 10.000 mc (iniziati entro il 31.12.2007, salvo approvazione del nuovo decreto) e conclusi entro i tre anni successivi, di un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per mq di superficie utile dell'edificio inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al D. Leg.vo 192/2005, nonché del fabbisogno di energia per il condizionamento estivo e l'illuminazione.
Maggioranze condominiali per interventi di risparmio energetico
Si segnala infine che il comma 5 dell'art. 11 della bozza di decreto in esame dispone che
per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico ed all'utilizzo di fonti rinnovabili, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato,
le pertinenti decisioni condominiali sono valide anche se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali degli intervenuti in assemblea.
In allegato alla notizia è consultabile lo schema di decreto legislativo approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, ed il testo della direttiva 2006/32/CE. Ulteriori notizie sul prosieguo dell'iter di approvazione del decreto saranno fornite in questa stessa rubrica.
g(134040)a(1477854))
Postato alle 11:25 di mercoledì, 12 marzo 2008
FONTE: Varesenews.it
Cresce anche a Varese la voglia di case più sane, meno inquinate e meno inquinanti. Case realizzate, dove possibile, con materiali naturali e con accorgimenti progettuali e costruttivi in grado di ottimizzare l'uso delle risorse energetiche (elettricità, riscaldamento, acqua), consentendo allo stesso tempo un risparmio economico e un minor impatto ambientale.
Da Biumo Inferiore a via Guicciardini: l’architettura sostenibile sta entrando in punta di piedi in città e lo sta facendo soprattutto nelle ristrutturazioni edilizie.
A Varese e in provincia il mercato immobiliare non convenzionale, ossia quello delle abitazioni con il “bollino di ecocompatibilità” per il momento rappresenta una piccola fetta del business immobiliare: secondo gli esperti siamo attorno a pochi punti percentuali, ma si tratta di un panorama destinato a cambiare, sia per la crescente domanda da parte di chi cerca casa, sia per la spinta da parte delle istituzioni locali, che stanno iniziando ad introdurre nei regolamenti edilizi nuove norme più attente all'ambiente.
In questo scenario si inserisce il convegno dal titolo “Architettura sostenibile: idea, progetto e materia” in programma al Centro congressi Ville Ponti di Varese venerdì prossimo, 14 marzo, dalle 9 alle alle 18,30.
L’obiettivo del convegno, che è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa, è quello di portare sul territorio il dibattito su un approccio, quello della sostenibilità, che sarà sempre più importante in edilizia e in architettura.
La giornata - organizzata dallo Studio Ecoarch e dallo Studio Riefolo con il patrocinio di Comune di Varese, del Politecnico di Milano e della Scuola Universitaria della Svizzera Italiana - sarà l' occasione per affrontare questi temi sotto diversi aspetti.
Gianni Scudo, docente del dipartimento Best del Politecnico di Milano tratterà il tema dell’approccio bioclimatico alla progettazione, mentre Daniel Pahud della Supsi entrerà nel merito dell’utilizzo della geotermia a bassa temperatura in territorio elvetico.
Dalla teoria si passerà alla pratica attraverso alcuni esempi di progetti in cantiere nel territorio varesino per arrivare infine alle considerazioni di tipo economico fino alla possibilità di approfondire l'argomento dei materiali da utilizzare nell'edilizia sostenibile con alcune delle aziende più conosciute in questo settore.
Le iscrizioni al convegno - che è a partecipazione gratuita - sono ancora aperte. Per segnalare il proprio nominativo e avere tutte le informazioni sul programma andare al sito www.studioecoarch.it
Postato alle 08:37 di sabato, 08 marzo 2008
FONTE: Savonanotizie
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Il 6 e 7 marzo con due convegni presso la Fiera di Genova nell’ambito di Energethica, sono stati presentati i risultati del Progetto europeo Robinwood dedicato alla rivitalizzazione delle aree rurali attraverso lo sviluppo della filiera bosco-energia, che ha visto come protagonista la Regione Liguria.
Robinwood ha contribuito a sviluppare sul territorio regionale un approccio integrato al tema della gestione dei boschi utile alla prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, allo sviluppo del mercato del legno e della produzione di energia da biomassa.
Il Progetto, partito nell’ottobre 2004, aveva lo scopo di favorire la rivitalizzazione delle aree rurali attraverso lo sviluppo della filiera legno-energia. Robinwood ha coinvolto un partenariato internazionale composto da 5 regioni europee (Regione Liguria, in qualità di capofila, Brandeburgo, Galles, Murcia e Slovacchia Orientale) e ha dato vita ad oltre 40 azioni locali e internazionali (6 delle quali sul territorio regionale) e 15 partnership internazionali tra istituzioni e operatori economici dedicate allo sviluppo di buone pratiche applicabili concretamente nell’ambito della gestione forestale sostenibile, dell’idrogeologia e dello sviluppo dell’energia da biomasse.
In ambito ligure il Progetto Robinwood ha visto la partecipazione di 35 enti direttamente coinvolti, altri 80 enti circa coinvolti indirettamente, per un totale di 120 persone che hanno lavorato direttamente sul progetto.
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Grazie al Progetto Robinwood la Regione Liguria è stata dunque in grado di sviluppare un approccio moderno e integrato al tema della gestione dei boschi, capace di dare nuovo impulso alle tecniche di prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo del mercato del legno e l’attività di produzione di energia da biomassa. Un modello di gestione forestale sostenibile che si integra con gli strumenti già esistenti, quali la legge regionale di riferimento, il programma Forestale Regionale, la pianificazione di bacino, le indicazioni gestionali per le aree Natura 2000 ed il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale).
In ambito regionale sono stati infatti finanziati attraverso bando pubblico 6 progetti di sperimentazione della filiera legno-energia. I beneficiari del contributo sono stati le Comunità Montane Valli Stura e Orba, Valle Arroscia e Ingauna, la Provincia di La Spezia, il Parco dell’Aveto, il Comune di Millesimo. Gli Enti Locali coinvolti hanno lavorato su due livelli, uno locale e uno internazionale, partecipando alla partnership internazionale che ha visto associati i progetti liguri con quelli delle regioni partner in base all’oggetto della propria attività.
Tra gli esempi di buone pratiche sviluppate a livello regionale grazie alle sperimentazioni avviate attraverso Robinwood ci sono quelle legate ai processi di filiera, come il caso della seggiola di Chiavari realizzata dagli artigiani locali con il legname del Parco dell’Aveto, o alla gestione integrata del bosco, esemplificate dall’attività realizzata dall’ARE Valbormida.
In questo caso la sperimentazione si è sviluppata in quattro fasi: inizialmente l’ARE Valbormida ha preso in affitto boschi e terreni abbandonati; su questi ha successivamente posto in essere una serie di attività integrate, come la raccolta di funghi, erbe officinali e castagne, che hanno dato vita ad una attività di vendita dei prodotti realizzati, i cui ricavi sono stati in parte utilizzati per eseguire attività di miglioramento del bosco, che a sua volta, ha permesso la produzione di biomassa forestale.
Proprio in occasione di Energethica il Parco dell’Aveto presenterà il 7 marzo, presso lo stand della Regione Liguria, un accordo con il Villaggio del Ragazzo al fine di realizzare una collaborazione volta a dare ulteriore impulso alla filiera del legno nella zona.
Come sottolinea l’assessore Regionale all’Ambiente Franco Zunino “Il progetto ha colto le sfide che vengono poste alle zone rurali e proposto alcune possibili soluzioni di rivitalizzazione delle stesse attraverso la gestione forestale e la selvicoltura. Abbiamo così la conferma - conclude Zunino - che si può coniugare ambiente ed utilizzo del patrimonio selvicolturale, attraverso la creazione di un nuovo modello socio-economico: un modello a scala piccola, con filiere a catena corta, molta flessibilità e la collaborazione degli operatori, efficace per la manutenzione del territorio e per creare un diversificazione economica e una controtendenza demografica per l’entroterra.
Un giudizio positivo condiviso anche dall’assessore Giancarlo Cassini, che sottolinea come “Le conoscenze e i modelli messi a punto tramite Robinwood costituiscono un puntuale riferimento per le strategie di sviluppo del comparto forestale e dell’economia rurale, che nei prossimi anni potranno beneficiare di un importante sostegno finanziario tramite il Piano di Sviluppo Rurale relativo al periodo 2007-2013”.
Nell’ambito del Progetto Robinwood, infine, la Regione Liguria ha promosso, nel maggio 2007, la sottoscrizione da parte degli enti locali coinvolti di un Manifesto di Azione Locale per le Foreste, un manifesto politico – strategico di intenti per la diffusione della gestione forestale sostenibile, ispirato al ‘Piano d’azione per le foreste’ della Comunità Europea, il 24 e 25 ottobre 2006. La sottoscrizione del Manifesto di Azione Locale per le Foreste implica l’impegno a svolgere sul proprio territorio attività concrete per potenziare la gestione sostenibile ed integrata delle foreste compatibilmente con i principi indicati dalla UE.
I risultati finali del progetto, le applicazioni concrete e le buone pratiche realizzate a livello locale sono riassunti nel Masterplan - gestione forestale: un nuovo futuro per l’Europa rurale, il documento finale del progetto, che delinea le principali linee strategiche e i più importanti strumenti per lo sviluppo delle politiche forestali.
Il progetto Robinwood
Robinwood è un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea sul programma Interreg III C Sud. Il Programma Interreg III C è un’iniziativa comunitaria del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per la cooperazione tra regioni dell’Unione Europea, che si pone il fine di promuovere lo scambio di informazioni e competenze e l’adozione di strategie e azioni comuni.
Il progetto è partito ufficialmente nell’ottobre del 2004 e ha avuto una durata complessiva di 45 mesi, fino al giugno del 2008.
Il budget totale del Progetto Robinwood è stato pari a 6.909.172,00 euro, di cui 4.343.839,89 euro provenienti dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e il resto dal cofinanziamento dei partner.
Gli ambiti di intervento del Progetto Robinwood sono stati 3: il miglioramento idrogeologico, attraverso l’elaborazione di modelli, l’acquisizione di informazioni e l’integrazione con la gestione forestale, al fine di risolvere le criticità presenti sul territorio, esaminando le applicazioni, le ripetibilità e le sostenibilità dei modelli prodotti; la gestione forestale, proponendo un modello di gestione forestale sostenibile usando le differenti esperienze e le buone pratiche definite nell’ambito del Progetto Robinwood dalle regioni partner, al fine ultimo di avviare un programma di rivalutazione del legname; la promozione dell’energia ricavata dallo sfruttamento della biomassa forestale a livello locale, con scopo di incoraggiare l’uso del legname di taglio e quello di scarto della filiera del legno come alternative ai combustibili fossili per scopi energetici, contribuendo a sostenere l’economia rurale e a stimolare l’innovazione tecnologica.
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Fonte Robinwood
Postato alle 15:40 di giovedì, 06 marzo 2008
Da circa una settimana la Subissati, l’azienda di Ostra Vetere pioneristica delle strutture il legno in tutta la regione e non solo sta procedendo con i lavori di costruzione dell’asilo nido di Corinaldo “Giacomo e Marietta Cesarini Romaldi”, una struttura completamente in legno ad alto risparmio energetico, tra le prime in Italia. Tante sono le caratteristiche che renderanno il nuovo asilo nido corinaldese un gioiello dell’edilizia a basso impatto ambientale. Innanzitutto il “Platform Frame System” è la tecnica di costruzione degli edifici in legno più utilizzata al mondo. Questa modalità di costruzione, adoperata già da più di due secoli nel nord America è costituita da telai portanti in legno che rendendo l’edificio estremamente elastico e quindi notevolmente antisismico.
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La seconda novità che il nuovo asilo corinaldese presenterà è l’efficienza energetica in Classe “A”. Grazie ai materiali isolanti termo-acustici che rivestiranno l’asilo, si otterrà un risparmio energetico enorme. La classificazione “A”,infatti, una delle eccezioni in tutto il territorio. L’impatto energetico della struttura sarà di appena 30 KWh/m2a (30 kiloWatt ora per metroquadro annui), un terzo di quello che mediamente consuma un’abitazione tradizionale. Ma non solo. Gli isolanti termo-acustici ridurranno i rumori ad un massimo di 45 decibel. E le novità non finiscono certo qui. L’intera struttura portante del nuovo asilo corinaldese, avrà una resistenza al fuoco R 60, cioè in casi estremi la struttura resisterà per almeno 60 minuti prima di cedere. A completare l’opera poi ci sarà il sistema integrato di panelli solari termici, grazie al quale la struttura consumerà per buona parte l’energia che produrrà.

“Il nuovo asilo corinaldese rappresenta un’eccezione su tutto il territorio – ha sottolineato Andrea Subissati-. Oltre all’alto risparmio energetico, queste strutture si realizzano a costi contenuti e in tempi brevi. La struttura in legno sarà realizzata completamente con materiali naturali rispettando pertanto i criteri di “costruzione in Bioedilizia”. Il campo dell’edilizia in legno, a basso impatto ambientale rappresenta senza dubbio il futuro in questo settore e noi della Subissati ci lavoriamo già da circa dieci anni”.

Subissati vi aspetta a 10 minuti d'auto dal casello di Senigallia, lungo la SS. Arceviese al km 16,600.
Via F.lli Lombardi n. 2-6
60010 Ostra Vetere (An), Italy.
Tel. 071 96 42 00 - 071 96 42 83
Fax 071 96 50 01
Sito internet: www.subissati.com
Postato alle 12:00 di venerdì, 15 febbraio 2008
FONTE: Info Build Dossier
Green Building Council Italia
La Società Consortile Distretto Tecnologico Trentino ha promosso la nascita di Green Building Council Italia, associazione non profit pensata con l’obiettivo di favorire e accelerare la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile, sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sull’impatto che le modalità di progettazione e costruzione degli edifici hanno sulla qualità della vita dei cittadini e fornire parametri di riferimento chiari agli operatori del settore. Il GBC Italia si propone, infatti, di introdurre in Italia il sistema di certificazione indipendente LEED – Leadership in Energy and Environmental Design – i cui parametri stabiliscono precisi criteri di progettazione e realizzazione di edifici salubri, energeticamente efficienti e a impatto ambientale contenuto.
Con il GBC Italia nasce, dunque, un’organizzazione in grado di mettere in rete le più competitive imprese italiane ed internazionali operanti nel segmento dell’edilizia sostenibile e di facilitare il dialogo tra le comunità professionali più
qualificate. Diventa, inoltre, possibile certificare gli edifici sulla base dei più avanzati standard internazionali, che verranno trasposti all’interno del sistema normativo nazionale e adattati alle peculiari caratteristiche dell’edilizia italiana.
Il GBC Italia promuove, infine, un processo di trasformazione del mercato edile italiano: il sistema di certificazione legato al marchio LEED stabilisce, infatti, un valore di mercato per i “green building”, stimola la competizione tra le imprese sul tema delle performance ambientali degli edifici e incoraggia comportamenti di consumo consapevole anche tra gli utenti finali.
Il Green Building Council Italia è aperto all’adesione di diversi soggetti quali aziende, società di capitali e cooperative, studi professionali associati, enti pubblici e privati, fondazioni. Ad oggi hanno manifestato la propria adesione al progetto numerose imprese, tra le quali spiccano i maggiori player italiani nei settori della produzione del cemento e della ceramica e associazioni. Massiccia anche l’adesione di aziende, comuni e studi professionali in Trentino, che si propone, dunque, come il capofila nel mercato dell’edilizia sostenibile in Italia. Le attività del GBC Italia spaziano dalle iniziative di sensibilizzazione alla sostenibilità, all’impulso per la trasformazione del mercato all’impegno per favorire sinergie tra le aziende, fornendo strumenti concreti e consulenza. Il GBC offre opportunità di alta formazione su tutti gli aspetti del “costruire verde” per coloro che operano nel settore edile e per i futuri certificatori Leed (Leed Accredited Professionals). Il progetto GBC si propone, dunque, come un sistema articolato, che accanto alle attività legate alle procedure di certificazione LEED intende favorire lo sviluppo di una vera e propria “filiera della conoscenza”: un impegno di ampio respiro, per fornire chiavi di interpretazione e strumenti concettuali nuovi, in grado innovare la cultura del costruire e fare largo ad una sensibilità diffusa, attorno al tema della sostenibilità.
Dal Trentino, un progetto dal respiro nazionale. La progressiva diffusione, a livello globale, dei Green Building Council trova terreno fertile in Trentino, dove la decennale vocazione ambientale della società, delle imprese e delle istituzioni si è concretizzata in un progetto di Distretto Tecnologico Energia Ambiente, che ha preso il nome di Habitech. Nell’ambito del progetto Habitech, un significativo gruppo di soggetti privati e operatori pubblici, interessati ad investire nel settore delle Clean Techs, ha dato vita alla Società Consortile Distretto Tecnologico Trentino, che ha l’obiettivo di promuovere sinergie sul territorio per lo sviluppo di filiere produttive (edilizia – energia – gestione del territorio) basate sulle tecnologie “verdi”. Dopo Habitech e la Società Consortile Distretto Tecnologico Trentino, la volontà di allineare il circuito dell’edilizia sostenibile italiana al sistema dell’eccellenza internazionale e di innovare la cultura del costruire ha portato alla costituzione del Green Building Council Italia, struttura che inizia proprio ora il proprio percorso. Nato dall’iniziativa di un territorio, dotato di politiche ambientali estremamente innovatrici, il GBC Italia si connota come iniziativa di carattere nazionale, aperta all’adesione e al contributo degli operatori, delle imprese e delle regioni italiane. È proprio all’interno di un panorama nazionale che il progetto trova, infatti, la propria dimensione di reale efficacia, proponendosi come interlocutore autorevole, in grado di integrare in una proposta unitaria e organica le diverse realtà imprenditoriali e i programmi d’intervento locale, impegnati sul fronte dell’edilizia sostenibile.
I vantaggi per le imprese Riveste, dunque, un’importanza strategica, per il sistema delle imprese italiano, la possibilità di colloquiare con i diversi Green Building Council nazionali all’interno di un orizzonte di riferimento comune e attraverso il “linguaggio” condiviso dei parametri LEED. La visibilità stessa del marchio GBC LEED, sempre più noto non solo tra gli addetti ai lavori, costituisce un’opportunità per entrare in un network dell’edilizia sostenibile, che sta acquisendo un respiro sempre più internazionale. Facilmente intuibili, da questo punto di vista, le opportunità di business, che andranno delineandosi per le imprese che avranno la lungimiranza di raccogliere la sfida della sostenibilità, sotto gli auspici del GBC Italia. Per le imprese, l’appartenenza al GBC Italia rappresenterà, inoltre, una credenziale di autorevolezza agli occhi dell’utente finale – dal singolo cittadino alla società privata all’ente pubblico – che riconoscerà, nel marchio “Green Building Council” una garanzia di indipendenza nel segno di un movimento sovranazionale.
a cura della redazione Info Build Dossier